Font: istruzioni per l’uso

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Ci sono innumerevoli elementi che si possono utilizzare per evocare emozioni tramite un design: la scelta del font è uno di questi.

La psicologia che sta dietro ai font è molto potente e può cambiare considerevolmente la percezione dell’audience e le emozioni suscitate. In questo articolo scoprirete cos’è la psicologia dei font e come utilizzarla per raggiungere i vostri obiettivi come brand.

COS’È LA PSICOLOGIA DEI FONT?

In sintesi la psicologia dei font è lo studio di come font differenti possano impattare pensieri, emozioni e comportamenti.

Comprendere la psicologia dei font è un must se si vuole creare dei design d’impatto.

Per esempio, quando si utilizza il Comic Sans in un design, susciterà reazioni emozionali differenti rispetto all’utilizzo di Arial, Roboto o Montserrat.

Non a caso molti designer ironizzano riguardo al Comic Sans, perché da molti anni le persone lo utilizzano in qualsiasi contesto senza pensarci troppo, dato che presenta dei tratti informali.

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Il comic sans è uno spoiler! 👨🏻‍💻

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PERCHÉ LA PSICOLOGIA DEI FONT È COSÌ IMPORTANTE?

La psicologia dei font è importante perché consente di scegliere lo stile giusto per trasmettere l’identità di un brand e fornisce il controllo su come il design viene percepito dagli utenti.

Per esempio, se stessimo creando un design per un poster di promozione per una linea di abbigliamento per bambini, e il nostro obiettivo fosse rendere gli utenti felici e allegri quando lo guardano, punteremmo su uno stile eccentrico e fantasioso, al contrario di un font Serif che risulterebbe eccessivamente severo.

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Quale dei due sarebbe più appropriato al contesto?

Nel primo caso si tratta di uno stile giocoso e fantasioso, nel secondo si può percepire serietà e freddezza.

Il punto cruciale quando si pensa a un design dev’essere una reazione specifica da parte dell’audience. Quando comprendi la psicologia dei font, ottieni il controllo per determinare le emozioni a cui risponderanno gli utenti. Qualunque sia l’obiettivo, la cosa fondamentale è trovare una connessione tra il target e il messaggio che si vuole far arrivare.

COME GLI UTENTI VALUTANO INCONSCIAMENTE UN FONT

Facciamo un gioco.

Considerando i font qui sopra, quali vedresti meglio con:

  1. Makeup
  2. Fitness
  3. Lusso

Come la maggior parte delle persone risponderesti: B-1, A-2, C-3.

Perché?

Molte persone non sanno argomentare la loro associazione, poiché questo meccanismo risulta del tutto automatico. Il tuo modello di associazione gioca un ruolo fondamentale nella percezione delle cose, ecco come:

  1. VEDIAMO IL FONT

  2. ASSOCIAZIONI DI PERCEZIONE

    I font contengono varie componenti (es. linea, spessore, dimensione, orientamento).
    Quando vedi un font, il cervello analizza e deframmenta le varie componenti in aggettivi, che descrivono gli stimoli del mondo che ci circonda. I font esprimono caratteristiche visive del mondo reale, per questo è fondamentale scegliere un font che rappresenti visivamente un contesto ben preciso. Esempio di font 5

  3. ASSOCIAZIONI DIRETTE

    Aggregazione delle componenti del font – usualmente definita famiglia di font (font-family o typography).
    Questi font acquisiscono significato in base all’interpretazione semantica che ne viene attribuita, determinata dal contesto.
    Quando ti capita di vedere un font, il tuo cervello gli associa un certo significato, basato sul contesto. Ogni volta in cui incontrerai quello stesso font in un contesto futuro, il tuo cervello memorizzerà l’informazione modificando le connessioni:
    – contesti SIMILI => RAFFORZAMENTO delle connessioni
    – contesti DIFFERENTI => INDEBOLIMENTO delle connessioni
    – contesto NUOVO => Nuova connessione AGGIUNTA

  4. ACTIVATION SPREADS (DIFFUSIONE DELL’ATTIVAZIONE) AI NODI CORRELATI

    Quando visualizzi un font, si attivano le associazioni dirette e percettive nel tuo network mentale. A sua volta, l’attivazione si diffonde ai nodi correlati.
    Prendiamo l’esempio di:Esempio di font 6
    Grazie alla spreading activation, attiverai le associazioni dirette, disaggregherai i tratti del font e li connetterai a punti di riferimento presenti nella tua memoria.
    Sottile e spazioso non sono i tratti associati al mondo del lusso? Eccoci attivato il ricordo del Lusso.

  5. COMBINAZIONE DI ATTIVAZIONE E SIGNIFICATO COLLETTIVO

    Nello step precedente vengono attivate una serie di parole chiave: l’insieme di queste genera il significato collettivo.

  6. COMPARAZIONE DEL SIGNIFICATO COLLETTIVO CON IL CONTESTO

    Associamo il mondo del lusso ai seguenti tratti: spazioso e sottile. Proprio per questa connessione, quando vediamo qualcosa con questi caratteri lo associamo al mondo del lusso.
    Questa spiegazione non è del tutto esaustiva. Consideriamo per esempio il font Fraktur – utilizzato per la propaganda nazista.
    Esempio di font 7
    Le persone associano questo font al nazismo, e di conseguenza vengono suscitate una serie di emozioni negative. Per questo motivo, quando si sceglie un font è necessario considerarne l’appropriatezza.
    Una volta generato il significato collettivo, bisogna compararlo con il contesto:
    – se il significato è CONGRUENTE => valutazione POSITIVA
    – se il significato è INCONGRUENTE => valutazione NEGATIVA
    Per questo, se utilizzato in un determinato contesto appropriato, anche il font Fraktur potrà essere percepito con un’accezione coerente e non negativa.

  7. VALUTAZIONE BASATA SUL GRADO DI FLUENZA

    Valutiamo i font – positivamente o negativamente – tramite il processo di valutazione della fluenza.
    Quando si processa uno stimolo in modo veloce e semplice, si prova un senso di soddisfazione e si attribuiscono – anche se erroneamente – quelle emozioni positive allo stimolo stesso.
    Supponiamo che tu veda il logo di Gucci: come già visto in precedenza, genererà nella tua memoria un ricordo inerente al mondo del lusso. Comparerai di conseguenza questo ricordo al contesto e allora penserai che Gucci e il lusso sono correlati, quindi ci sarà una alta fluenza. Questa, a sua volta, provocherà le sensazioni positive che ti faranno valutare positivamente il font.
    In questo esempio siamo partiti dal font, ma anche a parti inverse, partendo dal contesto, la cosa non cambierebbe. Se stai guardando un documentario sulla seconda guerra mondiale, si attiveranno nella tua memoria ricordi nazisti. Se all’interno del documentario vedrai il font Fraktur, processerai facilmente il font per via delle molteplici connessioni, e di conseguenza avrai la percezione che il font in questione sia coerente.

CATEGORIE PRINCIPALI DI FONT

SERIF

I font della famiglia Serif sono i più “severi”. Infatti questi font trasmettono all’audience il messaggio che si tratta di un brand solido, stabile e di cui ci si può fidare senza dubbio.

Alcune associazioni emotive sono:

  • fiducia
  • rispetto
  • autorità
  • formalità

Sono il font ideale per alcune nicchie specifiche:

  • finanza
  • legge
  • assicurazione
  • consulenza
  • medicina

SANS SERIF

Pensate ai font Sans-Serif come al cugino più sofisticato e alla mano: questa famiglia di font ha uno stile più cool, pulito e contemporaneo.

Proprio per la loro predominanza nel mondo della tecnologia, sono facilmente associati all’innovazione.

Associazioni emotive:

  • diretto
  • contemporaneo
  • sofisticato
  • fiducia
  • tecnologico
  • avanguardia
  • semplicità

Nicchie di riferimento:

  • tecnologia
  • moda
  • start-up
  • banche

SCRIPT

Questi font sono più elaborati e dettagliati delle altre categorie; donano un look ricercato che può elevare il design a uno stile elegante e raffinato. Proprio perché replicano la calligrafia, questi font donano quel tocco personale rispetto alle altre famiglie di font. A seconda del font possono apparire più divertenti o tradizionali, rendendoli la famiglia più versatile.

Associazioni emotive:

  • eleganza
  • sofisticato
  • fantasioso
  • creativo
  • felice
  • tradizionale
  • personale
  • evocativo

Le categorie più adatte possono essere:

  • cibo e bevande
  • moda
  • bambini
  • hand-made

E voi che font usate?

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